Stylophonic

26 agosto 2013 · Filippo Mursia

Ascolta la musica degli ultimi 20 anni e reinterpretala. Intervista al DJ e produttore Stylophonic

Stefano, raccontaci un po' di come hai iniziato la tua carriera.

La prima musica che ho ascoltato è stata la discografia di mio padre, era tutta musica nera, funk, tipo i Parliament. Tutti i primi dischi hip hop, tanto rap. È da lì che ho scoperto la figura del dj e me ne sono appassionato. Poi da li ho iniziato a scoprire l'house, attraverso l'evoluzione della disco, dunque l'house di Chicago e New York, la techno di Detroit. Diciamo che ho iniziato a voler fare questo lavoro a 15 anni, quando nel 84 e 85 c'erano i primi dj che facevano gli edit dei pezzi disco, dunque il primo periodo post disco. Ho iniziato facendo gli scratch, facendo i DMC sono arrivato una volta secondo e una volta terzo ai campionati italiani, però nello stesso ho anche iniziato a capire che volevo fare dischi, è stata una cosa in parallelo. Sono prima di tutto un dj, poi un produttore di musica elettronica.

Parliamo del pubblico. Lo dirigi tu o è la gente a dirigere la tua musica?

Guardo il pubblico e cerco di farlo ballare con la musica che piace. Sono ormai un uomo adulto e non più un ragazzino che magari è più "insicuro", per modo di dire visto che ci sono anche ragazzini di vent'anni che ti fanno un culo così, dunque ho il mio computer con la musica che mi piace, i miei dischi che so che possono dare una mossa alla pista ma resto sempre dentro il cerchio delle cose che mi piacciono. Poi certo facendo questo lavoro dall'88 c'è anche una dose di esperienza, magari si può sbagliare, ma diciamo che l'occhio ce l'ho.

Com'eri alle prime armi?

Quando ho iniziato facevo dei gran casini! Poi pian piano impari, maturi anche una certa sensibilità verso la pista. Resta comunque la regola che nel mio computer ho la roba che mi piace, non quella che non mi piace!

Cosa consigli a chi vuole intraprendere la tua professione?

Prima di tutto ascoltare cosa è successo nei 20 anni prima, da fine anni 80 ad ora, capire come si è evoluta la musica, capire che ci sono cicli e ricicli, corsi e ricorsi della storia, perché così uno può prenderne una parte, per esempio la Techno Detroit di fine anni 80 primi anni 90. Puoi ascoltarla, assimilarla e trasformarla in qualche cosa di nuovo prendendo spunto dal passato.

Un esempio?

L'ultimo pezzo dei Daft Punk. L'hanno fatto usando musicisti e sessione ritmica da Off The Wall di Michael Jackson. Per alcuni, soprattutto i giovani è un suono mai sentito, in realtà è il suono della disco anni 70 fatta al massimo della qualità, loro hanno fatto così. Appena capito cosa piaceva loro, l'hanno preso e rifatto. Torna dal passato, ma rivisto in chiave moderna.

Spiegaci meglio cosa intendi per corsi e ricorsi della storia.

E' un concetto molto interessante. Ora sta ritornando la musica house dei primi anni 90 di New York e Chicago. Come in ogni cosa più uno conosce più può esprimersi. Come per i libri. Si parte sempre dal divertimento, è vero, ma sei hai i mezzi e le conoscenze, puoi far divertire e tu sei più soddisfatto.

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