Eva De Marco
27 agosto 2013 · Alessio Sartore
Stanca di non trovare i mercati di frutta e verdura, inventa una app che li localizza. Intervista a Eva De Marco, fondatrice di L'Orto in Tasca
Eva, dov'eri un anno fa?
Un anno fa ero a Udine a fare l’ingegnere civile libero professionista. A scriverlo mi pare così banale, ma appena laureata era il mio obiettivo, quello che volevo fare. E così mi sono impegnata: ho avuto la fortuna di trovare subito lavoro in uno studio, una breve esperienza e poco dopo il salto nel buio aprendo la famigerata partita iva. Non è stato facile perché nel frattempo ho messo a posto casa, mi sono sposata e ho avuto due figli. Ho lottato molto per ottenere i miei spazi ma più i mesi passavano e più mi rendevo conto che quella filosofia lavorativa che volevo ottenere nel mio settore (l’edilizia) era un’utopia.
Perché?
Pensavo che avrei potuto essere libera di esprimere la mia creatività ma mi stavo trasformando in un burocrate, inchiodata fra carte e costretta a inseguire leggi in continua trasformazione. Ho detto basta: finché ero in tempo dovevo tentare di dare una svolta, dovevo trovare soddisfazione nel mio lavoro e così mi sono messa a pensare cosa avrei potuto fare, a guardarmi dentro, a cercare le mie ispirazioni, a sfruttare le cose che più sapevo fare.
E quindi è nato L'Orto in Tasca?
Esatto. L’Orto in Tasca è l'idea che per il momento ha avuto l’opportunità di crescere e di svilupparsi. Un anno intenso, pieno, dove forse ho avuto la possibilità di acquisire quella sicurezza in me stessa che prima non avevo, la consapevolezza che potevo farcela con le mie forze. Non mi sono risparmiata su nulla ma so che in questo momento sono felice.
Che cos'è L'Orto in Tasca?
Un anno fa cercavo un mercato di Campagna Amica e non lo trovavo. Nel sito era stato segnalato erroneamente. Da quella semplice necessità ho cercato se era già disponibile un’applicazione per lo smartphone che aiutasse a ricercare aziende agricole che vendessero prodotti a Km0 (in particolar modo frutta e ortaggi) e dopo aver visto che non c’era nulla ho deciso di imbastire io il progetto.
Spiegaci i passi che hai intrapreso.
Completato il business model, l’unica cosa (e fondamentale) che mi mancava era il finanziamento. Ho deciso allora di provare il crowdfunding sulla piattaforma francese Ulule: a dicembre il progetto era partito e a marzo sono riuscita ad arrivare alla cifra che mi ero posta come obiettivo. Nel percorso ho avuto modo di raccogliere diversi consensi tra cui anche quello della Banca di Credito Cooperativo di Manzano che da questa primavera mi dà una mano nella promozione del progetto. Ad aprile è uscita la prima versione dell’applicazione (sia per iOS che per Android) e nei mesi successivi sono usciti degli aggiornamenti che hanno consentito di correggere dei bug e ampliare le funzionalità.
Progetti per il futuro?
Nel prossimo futuro c’è l’uscita di un importante aggiornamento che riguarda la creazione di piccoli gruppi di acquisto fra amici, che consentiranno la gestione di liste della spesa private a cui è possibile accedere tramite invito della persona che l’ha creata e che usa la stessa app. Inoltre sarà possibile trovare anche le aziende agricole che hanno i prodotti più economici nel raggio di 15 Km.
Chi compare in questa storia può chiedere di modificarla o toglierla. Contatti
