Leonid Goncharov / Anticafé

20 dicembre 2013 · Gaia Puliero

Lavorare stanca? All'Anticafé un po' meno. Intervista a Leonid Goncharov.

Benvenuti a casa vostra. Da quando ha aperto - lo scorso aprile - l'Anticafé è un successo. Riproduzione parigina degli anticaffè russi, dove si paga a tempo e non a consumo, l'indirizzo fondato da Leonid Goncharov, 23 anni, offre un antidoto agli stretti spazi abitativi della capitale e un'alternativa al coworking tradizionale: un'area multifunzionale, wifi a banda larga e un open buffet tutta la giornata. A due passi dal Pompidou, l'abbiamo scoperto a mezzogiorno di un (freddo) giovedi.

Leonid, come nasce l'idea dell'anti-caffè?

A Parigi mancano posti come questo. Io conoscevo la formula della Russia: sono ucraino, ho studiato Economia e Commercio qui e ho voluto riproporre l'idea. Non abbiamo avuto finanziamenti dal Comune ma una rete di partner ci ha sostenuti. Ora siamo aperti da otto mesi, il concetto piace e progetto di ripetere l'esperienza non solo qui a Parigi, ma anche all'estero, per creare un brand: sto pensando a Roma, dici che è una buona idea?

Cos'ha di diverso l'Anticafé, rispetto a un indirizzo di coworking tradizionale?

Il nostro punto di forza è che ci posizioniamo in modo intermedio rispetto ad altre realtà di lavoro condiviso. In un caffè tradizionale ci sono difficoltà logistiche (rumore, poco spazio a disposizione, wifi a spezzoni) e poi spesso a Parigi gli spazi dedicati al coworking impongono un abbonamento, o richiedono di precisare il proprio statuto di lavoratore, di prenotare e così via. Noi siamo una via di mezzo: volevamo meno formalismo e maggior flessibilità.

Che tipo di pubblico avete?

Chi ci frequenta si stabilizza in una fascia d'età compresa fra i 20 e i 35 anni. Il riscontro è stato molto positivo: ha toccato un target diversificato di clienti, che animano l'Anticafé durante tutta la giornata. Al mattino l'atmosfera è più "corporate", con colazioni di lavoro o appuntamenti strutturati, più tardi arrivano gli studenti. L'ambiente resta disteso e permette a tutti di trovare una propria dimensione.

The, caffè, ma anche giochi di ruolo e uno scaffale di libri: cos'altro?

L'idea era di dare vita a uno spazio multifunzionale, dove fosse possibile lavorare, discutere, ma anche distrarsi e fare una pausa.

Nella tariffa d'ingresso (4 euro la prima ora, 3 la seconda, 14 al giorno, 200 al mese ndr.) è compreso un open buffet: bevande calde e fredde, stuzzichini e dolci sono a disposizione del cliente per tutta la giornata, e a pranzo viene servito un piatto caldo. Caffè e cioccolata calda sono free su richiesta, tutto il resto è self service (1 euro in più per la spremuta d'arancia ndr.).

Lo spazio (125 mq) è luminoso ed è stato volutamente arredato – da BonkersLab - in modo ibrido. Un po' come a casa: ci sono tavoli, sgabelli, sofà, angoli in stile bar americano, una piccola libreria per la lettura e dei giochi di società per rilassarsi. Le persone mantengono un tono di voce calmo, per cui è possibile svolgere attività diverse all'interno dello stesso spazio.

Quanto al materiale, mettiamo a disposizione un video proiettore, uno scanner, una stampante e, ovviamente, un collegamento wireless a banda larga.

Non è finita: dopo il dovere, il piacere.

Verso fine pomeriggio organizziamo l'aperitivo, proiezioni di film e spettacoli di teatro per chi si vuole rilassare, o consulenze gratuite (un contabile per questo mese, ad esempio) per chi preferisce approfondire competenze. Gli eventi nascono spesso da proposte esterne, sia sul piano culturale che professionale: del resto l'obiettivo è fare sistema, facilitare gli incontri e creare nuovi contatti. Molti dei nostri clienti sono diventati amici, altri addirittura colleghi. E lo spazio non viene mai privatizzato completamente, quindi chi vuole continuare a lavorare può tranquillamente farlo (fino alle 23.00 in settimana, mezzanotte nel we ndr.).

Soddisfatti?

Molto. È un piacere vedere che persone così diverse e di tutte le età frequentano il nostro indirizzo. E il 2014 sarà un anno impegnativo: i progetti non aspettano!

Un ringraziamento a Nicolas Perrot (servizio comunicazione Anticafé) per la disponibilità e le informazioni complementari.

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