Aira

23 dicembre 2013 · Isabella Sacchetti

La differenza tra ciò che è reale e ciò che non lo è scompare totalmente. Abbiamo intervistato il 3D generalist Filippo M. Rotondi aka Aira

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Illusione, trompe l’oil e animazione 3D sono le matrici sulle quali si posa l’ immaginario di Aira, al secolo Filippo M. Rotondi. Sin dalla tenera età scarabocchia su qualsiasi superficie, dai fogli di carta ai tunnel delle metro e stazioni di Roma. Gli studi artistici lo introducono alle discipline e ai metodi classici, cominciando a formare una personalità in cui recupero della tradizione e ricerca tecnologica si fondono costantemente. Trova la sua ispirazione nella natura e nella matematica nascosta tra le sue forme. La parallela attività di vj degli ultimi anni lo ha portato alla progettazione e realizzazione di mapping, risultato della somma delle singole skills che lo compongono: architettura, design, vjing, regia, motion graphics, e 3D. Si definisce propositivo e positivo, capace di regalare entusiasmo in tutte le situazioni che lo vedono coinvolto.

Partiamo dalla citazione di Matrix che compare come sottotitolo al tuo brand e dal tuo nome d’arte...

Tutto parte da un elemento comune a quasi tutti i miei lavori: l'ambiente "virtuale", inteso sia come simulazione tridimensionale che come piano di lavoro. La realtà viene appresa, poi rielaborata o ricreata da capo in un ambiente neutro, primordiale, dove ancora nessuna legge è scritta. In natura abbiamo l'aria (una parola "bifronte") e Aira rappresenta il suo opposto parallelo "virtuale".

Se dovessi descrivere il tuo lavoro?

Il mio lavoro si definisce "3D generalist", almeno quello per il quale ho studiato, ma prima di tutto racchiude le mie passioni, quindi la motion graphic, la regia, il montaggio e tutto quello che ne è collegato. Lavorare in CGI (Computer-generated imagery) comprende un po' tutto il mondo del videomaking.

Come ti sei appassionato al visual design e al mapping 3D?

Da bambino guardavo molto la tv, soprattutto stacchetti e pubblicità, poi i visual effects, nei film, hanno cambiato il mio modo di vedere le cose. L'animazione e la CGI hanno sempre viaggiato parallelamente nella mia formazione e la computer grafica 3D è la tecnica che mi porta ad un risultato molto vicino a quello che è nella mia immaginazione. Nel frattempo ho cominciato a fare il VJ in alcuni club e a mandare i miei esperimenti in computer grafica e riprese amatoriali per testare il feedback delle persone: con il mapping 3D si amplifica tutto.

Cos’è esattamente il mapping 3D e come si realizza un video del genere?

Per mapping in senso generico si intende ricalcare forme esistenti con una proiezione che aderisce perfettamente (o quasi) alle superfici sulle quali si proietta; diventa "mapping 3D" quando si creano effetti tipo trompe l'oil e lo spettatore subisce un inganno, quindi viene rielaborata la superfice reale creando un mondo tutto nuovo.

Il procedimento per un buon risulato si divide in:

- Rilievo (si disegna direttamente sulla superficie o su una reference come una fotografia o un prospetto, o piuttosto un modello 3D)

- Storyboard (si definisce cosa deve accadere)

- Sound design

- Animazione (si lavora su software di animazione 2D e 3D per realizzare il video)

- Proiezione finale

Che rapporto hai con i clienti? Quanta libertà hai?

Parlo sempre meno con il cliente, il mio account fa da tramite, cosi altero il meno possibile il processo creativo e produttivo. Pochi clienti hanno le idee chiare, quindi molte volte mi trovo a proporre idee da zero, anche se i vincoli mi piacciono, sono una sorta di sfida: quando riesco a tirare fuori il mio stile anche su guidelines ben definite, per me è una bella soddisfazione.

Quali sono le principali difficoltà che devi affrontare nel tuo lavoro?

Deadline, risorse sia tecniche che umane, recupero crediti (sorride, ndr.)

Nella vita fai anche il Vj. C’è connessione e contaminazione tra le due professioni?

La connessione è ovvia. Ci sono vari modi di fare il Vj. Io mando per il 90% video prodotti da me, un po’ come un Music Producer che fa un DJset con i propri dischi: crea un prodotto mixando dei contenuti propri, un autoremix, in pratica.

E per quanto riguarda la musica che scegli per le tue installazioni?

Cerco di rimanere stilisticamente coerente. La maggior parte delle volte produciamo la musica qui in studio da zero, a volte usiamo quella che ci piace ascoltare.

Insomma, ti occupi di tante cose, ma cosa ti rende davvero felice?

Emozionare, ingannare gli occhi, rendere le cose belle, vedere indicare elementi presenti nei miei video e sentirmi chiedere “Ma è una simulazione 3D pure quello?”, rispondere a volte sì e altre no. Alla fine ti rendi conto che sei riuscito nel tuo intento: la differenza tra ciò che è reale e ciò che non lo è scompare totalmente.

Milk Season 2012/13 from StudioAira on Vimeo.

LPM 3D mapping by Aira feat COOL79 from StudioAira on Vimeo.

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