.Jbag

24 giugno 2013 · Lucrezia Pascale

Una bustina da tè che diventa zaino. Intervista a Massimiliano Di Domenico e Riccardo Rivolta di .jbag

Chi sono Massimiliano Di Domenico e Riccardo Rivolta?

Massimiliano e Riccardo sono due giovani designer, entrambi dopo aver frequentato lo IED collaborano con diversi studi. Da compagni di università diventano colleghi, amici ed infine soci. Nasce infatti quasi per caso l’idea di creare qualcosa insieme per mettersi alla prova e affrontare in prima persona il mondo del design.

I vostri “.JBAG - The way you feel” sono dei "contenitori di emozioni”. Da dove nasce questo nome? Cos'è .JBAG per voi?

Il nome .JBAG vuole ricordare per assonanza “.jpg” formato con cui vengono salvate le immagini. Infatti .JBAG non è solo uno zaino, è un estensione di noi stessi, un nostro “formato” personale, col quale poter esprimere le proprie emozioni e poter condividere le proprie esperienze. .JBAG, disponibile in 6 varianti cromatiche, assume poi infinite sfumature relativamente a chi lo indossa.

A che tipo di utente vi siete ispirati nella creazione dei .JBAG?

Abbiamo notato che il backpack sta avendo una seconda vita dopo aver spopolato negli anni ‘80/’90. Il target a cui abbiamo pensato è molto vasto, ragazzi e ragazze e tutti coloro che lo vogliono portare con sé nel tempo libero, all'università, al lavoro, in una gita fuori porta o in vacanza.

Il made in Italy è una forza propulsiva dell'economia italiana. Quanto made in Italy c'è in .JBAG?

JBAG è totalmente made in Italy, o come preferiamo dire parlando di questo argomento “fatta in Italia”. I materiali sono frutto di una ricerca fatta sul territorio nazionale, e anche la produzione è italiana. Questo è un punto di forza al quale non vogliamo rinunciare, perché è ancora un aspetto che permette di fare la differenza.

Parliamo di un'autoproduzione al 100%. Quali sono le difficoltà che incontra un giovane designer nell'affacciarsi oggi nel design system italiano?

Le difficoltà ci sono state eccome, e spesso si sono trasformate in opportunità per migliorare e mettere a punto il nostro progetto. In primo luogo abbiamo dovuto mettere insieme una serie di contatti per poter recuperare il materiale necessario, e fortunatamente abbiamo trovato un sacco di persone disponibili, pronte ad aiutarci e consigliarci su come muoverci al meglio. Il grande problema è stato quello dei quantitativi, purtroppo non potendo investire molto ci siamo dovuti un po’ limitare, ma visto l’ottimo riscontro sul mercato, siamo già pronti a reinvestire su questo che sta diventando il nostro cavallo di battaglia.

Non sapete cucire, ma avete deciso di demandare tutto a una sartoria. Nella vita lavorate anche come designer in uno studio milanese. Dove si trovano il tempo e le energie per avviare un'autoproduzione curandone ogni dettaglio, dalla progettazione alla comunicazione?

Tempo ed energie sono assolutamente relativi, quando sei coinvolto in un progetto che ti stimola e ti appassiona. Lavorare tra amici è stato di grande aiuto, ci incoraggiamo e sosteniamo a vicenda, collaborando e allo stesso tempo dividendoci i compiti più formali e burocratici.

Qual è il vostro atteggiamento nei confronti del mondo dei social network?

.JBAG vuole essere un progetto social! I social network fanno ormai parte della nostra quotidianità, è per questo che abbiamo voluto creare un legame. Chi acquista .JBAG infatti trova un foglietto di istruzioni che invita a scattare una foto di un’esperienza vissuta con .JBAG sulle spalle e a caricarla poi sui vari social come facebook, instagram, twitter. Questo permette anche a noi di farci pubblicità e creare una sorta di “fenomeno .JBAG” in Rete.

Da dove arriva di solito l'ispirazione per i vostri progetti di autoproduzione?

Tutto ciò che progettiamo parte da un’intuizione, da qualcosa che vediamo per strada o sfogliando una rivista. È infatti fondamentale progettare qualcosa che possa trovare riscontro nel quotidiano. Dunque identificarci con tutto quello che ci circonda è di grandissima importanza, partendo sempre dal nostro gusto personale e da ciò che riteniamo possa essere un’idea vincente. Per quanto riguarda .JBAG ci siamo ispirati alla forma di alcune bustine di zucchero e di the, che creano un volume capiente attraverso cuciture perpendicolari agli estremi.

Tre cose che metterete nella vostra .JBAG quest'estate?

Occhiali da sole, infradito e tanto meritato relax!

Da qui a un anno come vi vedete?

Siamo molto ottimisti viste le prime impressioni che JBAG ha riscontrato. Stiamo già lavorando ad una collezione invernale con nuovi colori e materiali, e ad allargare la famiglia .JBAG con altri prodotti. Tra un anno quindi ci vediamo ancora più coinvolti in questo progetto appena nato, mantenendo sl 100% il made in Italy.

Qualcosa da suggerire ai designer vostri coetanei?

Non possiamo che suggerire quello che ci sentiamo dire tutti i giorni: impegno, passione e motivazione!

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