Gabriele Marchesan / Valdifiori

2 ottobre 2013 · Rossella Boriosi

Due informatici alle prese con la campagna. Intervista ai ragazzi dell'agriturismo Valdifiori.

Capita a tutti, prima o poi: un momento di stanchezza, la sensazione di sentirsi sopraffatti dalla vita, il desiderio di lasciare tutto e ricominciare. Di solito avviene nell'euforia etilica di una cena tra amici quando, con un bicchiere di rosso in mano, ci si dichiara pronti per ritirarsi a vivere in campagna. C'è chi minaccia di farlo, e chi lo fa davvero. Così è successo a Barbara Gobbi e Gabriele Marchesan, titolari dell'agriturismo biologico Valdifiori

Nella vostra vita precedente avevate tutto: un lavoro fisso, una casa, una vita sociale e due bimbe piccole. Qual è stato il momento in cui l'esigenza di cambiar vita è diventata impellente?

Io e mia moglie Barbara eravamo entrambi informatici, un lavoro che non costringe a uno sforzo fisico, ma mentale. Eravamo così assorbiti dalla nostra attività da non aver voglia, la sera, di chiacchierare l'uno con l'altra o di ascoltare le nostre bambine. Ad un certo momento abbiamo avuto la consapevolezza che stavamo vivendo per lavorare. Per Barbara hanno influito anche il richiamo della vita in campagna, dove i suoi nonni facevano gli allevatori di bestiame, e l'esigenza di dedicare più tempo all'alimentazione, per garantire alle nostre figlie cibi sani e non preconfezionati. Tutti fattori incompatibili con le problematiche della nostra precedente professione.

E poi?

E poi abbiamo cercato sul web una struttura ricettiva in vendita o in affitto. Così nel 2012 abbiamo trovato Valdifiori, qui nelle Marche, a pochi chilometri da Sassoferrato. Abbiamo acquistato la parte agricola – mezzi e bestiame - e siamo in gestione della struttura, nella speranza di arrivare un giorno ad acquistarla. La nostra avventura è iniziata appena un anno e mezzo fa, senza che avessimo alcuna esperienza nel settore. Ma, come si dice, la fortuna aiuta gli audaci. Così Barbara ha potuto avvalersi dell'aiuto di un cuoco professionista, maestro di cucina, che le ha insegnato i trucchi del mestiere attraverso i quali gestire un ristorante di quaranta coperti, e io ho fatto mia l'esperienza dei parenti di mia moglie per imparare a condurre i nostri allevamenti.

Come è strutturata la vostra azienda?

Abbiamo appunto la struttura ricettiva con quattro camere e il ristorante con quaranta coperti. Offriamo solo cibi biologici - carne e verdure, pane solo a lievitazione naturale con grani locali bio, pasta fatta in casa, e stiamo ampliando sempre più la gamma dei prodotti che offriamo, con particolare attenzione alla cucina vegetariana e vegana. Abbiamo l’orto, il frutteto, gli allevamenti biologici – dieci bovini adulti di razza marchigiana e dieci vitelli, poi cinghiali e cavalli da sella – e un terreno di 27 ettari per il pascolo e il taglio della legna. Barbara, che si è fatta carico dell'attività ristorativa, sta sviluppando una professionalità ben definita nel settore e oggi offre anche lezioni agli adulti sulla panificazione, direttamente presso l'agriturismo. Ha anche avuto l'occasione di tenere dei laboratori con la pasta madre a Pane Nostrum, manifestazione nazionale di Senigallia.

Come promuovete la vostra attività?

Nasciamo come informatici, per cui curiamo molto la nostra presenza nel web. Stiamo anche pensando a un blog in cui raccontare le avventure e disavventure della nostra vita in campagna, così fuori dall'ordinario. Poi, puntiamo molto sul passaparola. La soddisfazione dei clienti è la nostra migliore pubblicità, chiediamo sempre ai nostri ospiti di lasciare un commento nei siti dedicati quali Tripadvisor o Booking.com. Al momento, siamo al primo posto su Tripadvisor nell'indice di gradimento dei ristoranti della zona.

Siete soddisfatti della vostra scelta?

Si, assolutamente. A diciotto mesi dall'inizio della nostra avventura, siamo contenti della nostra decisione, anche se ci sentiamo ancora in cammino. Dobbiamo lavorare ancora un po' sull'aspetto economico, ma siamo uniti: ce la faremo.

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