Daniele e Davide Barbieri / Realizzatori di Idee
6 agosto 2013 · Elisa di Battista
Si servono di una conoscenza antica per le loro creazioni hi-tech. Che esportano in tutto il mondo. Intervista a Daniele e Davide Barbieri di Realizzatori di Idee.
“Facciamo tutto tranne porte e finestre”. Sintetizzano così la propria attività, Daniele e Davide Barbieri, 35 e 42 anni, rispettivamente project manager e designer di Realizzatori di Idee - Studio Immagine D’Ambiente, azienda di famiglia che, grazie alla creatività e alla passione di questi due fratelli, trasforma la lavorazione del legno in una filosofia di vita. Dalle cucine ai bar, arrivando all’originale iTòch, ovvero un amplificatore acustico ottimizzato per iPhone, realizzato interamente in legno.
Daniele, come avete intrapreso il vostro percorso professionale?
Io sono geometra, ho esperienza nell’insegnamento e come montatore anche all’estero. Mio fratello Davide invece è architetto specializzato nell’arredamento d’interno. Il nostro percorso professionale nasce all’interno dell’azienda di nostro padre, una falegnameria che si occupava di realizzare arredamenti su misura per il settore contract, dove abbiamo potuto imparare l’arte di lavorare il legno, proprio a livello manuale, anche grazie all’aiuto di maestri falegnami che ci hanno trasmesso il loro sapere. Da lì ci siamo inoltrati in altri campi come l'interior design e la realizzazione di prodotti destinati ad una distribuzione più capillare.
È corretto definirvi falegnami?
Non amiamo definirci falegnami, ma tecnicamente lo siamo, non per presunzione ma perché i veri falegnami, secondo noi, sono quelli che costruiscono mobili senza usare macchinari a controllo numerico né colle o viti di ogni genere, ma servendosi solo utilizzo scalpelli, segacci e martello. Purtroppo quello è un sapere che sta andando via via sparendo e che solo pochi portano dentro di sé. Il nostro mestiere è molto manuale e guai se non lo fosse. Per capire bene un progetto, di qualsiasi natura esso sia, se non si ha la conoscenza tecnica per poterlo realizzare, non sarebbe possibile portarlo a compimento. Sia io che Davide abbiamo alle spalle un'esperienza di laboratorio più che decennale e continuiamo a portarla avanti sperimentando e innovandoci continuamente.
Cosa avete introdotto in più rispetto alla gestione aziendale di vostro padre?
L’innovazione è sempre stata una prerogativa dell’azienda sin dalla nascita per mano di nostro padre e abbiamo deciso di proseguire su questa linea. Negli anni abbiamo investito in tecnologia fino ad avere una falegnameria con la prevalenza di macchinari a controllo numerico. Due anni fa abbiamo acquistato un centro controllo numerico che ci ha permesso di poter spaziare a tutto tondo e dare forma alla nostra fantasia. Siamo sempre alla ricerca di nuovi strumenti per far fronte al meglio al mestiere di “falegname”.
Quali sono i vostri prodotti?
Questa è una domanda alla quale è difficile rispondere. La nostra azienda si occupa in prevalenza di arredamento ma spaziamo a 360°. Di solito per farla breve rispondiamo: “Facciamo tutto tranne porte e finestre”. Capita che oggi realizziamo una cucina e domani un bar, e intanto cominciamo la produzione di iTòch e finiamo un prototipo di una sedia. Tutto questo è Realizzatori di Idee, un mondo che parte dalla falegnameria ma che non ha ancora trovato un punto di arrivo.
A rompere gli schemi è stato iTòch, amplificatore musicale ideato per iPhone. Come nasce l’idea?
Nasce da una intuizione avuta circa un anno fa, quasi per scherzo, in un’estate torrida. L’idea di realizzare qualcosa di tecnologico, che al tempo stesso non avesse nulla di tale, e di poterlo realizzare con il legno, ci ha affascinati subito. Era imminente l’uscita dell’iPhone 5 e quindi abbiamo pensato a qualcosa che potesse interagire con l’oggetto cult per eccellenza. Dopo due mesi e mezzo di prove sia estetiche che tecniche, aiutati da un amico liutaio, è comparso il primo iTòch. Certi che potesse essere un oggetto interessante lo abbiamo presentato per la prima volta all’Artigiano in fiera a Milano e ha avuto subito ottimo riscontri. Successivamente ci siamo presentati al Macef sempre a Milano per trovare una rete di negozi ai quali distribuirlo. Attualmente è presente in circa 25 punti vendita in Italia e 7 all’estero. La scelta è stata quella di appoggiarci ai negozi, da quelli d’abbigliamento ai fioristi, dai ferramenta ai concept store, e non ai grandi distributori, per crearci una rete vendita più sinergica così da poter proporre eventualmente anche altri nostri prodotti.
Di quali altri prodotti andate più fieri?
Tra quelli con maggior valenza tecnologica e sperimentale c’è Concita “la sedia cucita”, realizzata in collaborazione con Massimo Zaniboni di Arkema studio. Si tratta di un concept basato su una vecchia sedia anni ’60, customizzata e rivisitata in alcune sue parti. La particolarità sta nella seduta e nello schienale che sono realizzati con il “legno cucito”, una nuova tecnica che stiamo sperimentando, non senza difficoltà, che ci sta dando notevoli soddisfazioni. Il progetto di questa seduta, firmato da Davide Barbieri e Massimo Zaniboni, è arrivato secondo al concorso I love me: Design.
La creatività gioca una parte fondamentale nel vostro lavoro
Sì, non finiamo mai di sperimentare. È quello che più ci piace fare e che crediamo ci venga meglio. I progetti che sono nel cassetto e che aspettano di uscire ormai non ci stanno più, anzi se ne aggiungono sempre di nuovi e siamo pronti a collaborare con chi ha idee innovative e una gran voglia di fare. La creatività la mettiamo in ogni cosa che facciamo, da un progetto alla sua presentazione, dal biglietto da visita al sito fino a tutto ciò che è comunicazione. Cerchiamo di uscire sempre dagli schemi perché è ciò che ci rappresenta.
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