Anna Mesina

7 agosto 2013 · Rossella Boriosi

Una libreria indipendente non deve vendere libri. Intervista ad Anna Mesina

Anna Mesina non vuole dichiarare la sua età (“A gennaio sono 50, porca miseria”) invece dovrebbe: è la dimostrazione di come sia sempre possibile deviare la rotta e inventarsi un lavoro. Originaria di Ozieri (Sassari), Anna si è trasferita due anni fa in paese della provincia di Perugia, Bastia Umbra, dove in assoluta controtendenza rispetto le realtà imprenditoriali locali ha aperto una libreria indipendente. “Musica e libri” è oggi il centro vivace della vita culturale anche del capoluogo.

Cosa facevi prima aprire la libreria?

Ero educatrice e lavoravo come babysitter, ma passavo in libreria la maggior parte del tempo libero. E’ stata una breve esperienza come stagista presso una bellissima libreria di Sassari, “Messaggerie Sarde”, a convincermi di fare di questa passione una professione. Mi prefissai di avere una libreria mia e di vivere tra i libri, e ho fatto in modo che questo fosse possibile. Così due anni fa ho frequentato un corso di editoria, a Roma, quindi ho elaborato uno studio di fattibilità per vedere dove aprire la mia libreria. Bastia Umbra era perfetta: una cittadina con una vivace vita culturale, anche grazie alla vicinanza con Perugia e Assisi, ma lontana dalle grandi distribuzioni.

Non così lontana, però. Come riesce a sopravvivere una libreria indipendente?

Non limitandosi a vendere libri, ma cercando di diventare il polo della vita culturale cittadina. Noi organizziamo presentazioni di libri quasi ogni settimana e siamo in stretto contatto con le case editrici umbre, che spesso hanno prodotti di nicchia ma interessantissimi. Durante l’anno proponiamo seminari pomeridiani e serali dove vengono affrontate tematiche relative alla genitorialità. Organizziamo laboratori per bambini in età prescolare, letture, corsi di teatro per ragazzi e adulti, lezioni di giocoleria. Ospitiamo mostre permanenti e itineranti di fotografia e pittura. Insomma, vendere libri non basta.

E con le istituzioni, siete in stretto contatto?

No. Le istituzioni spesso chiedono di patrocinare le nostre attività, ma il supporto economico che offrono è inesistente. Per noi è preferibile il contatto diretto con gli autori, gli artisti, le associazioni, e muoverci liberamente. Meglio arrangiarsi.

Cosa suggerisci a una persona che volesse seguire la tua strada?

Di non improvvisare. È sempre preferibile avere svolto un’esperienza pregressa in qualche libreria, anche a titolo gratuito, e imparare il mestiere. Poi, seguire corsi specifici, avere un business plan solido. Insomma: entusiasmo, ma piedi saldamente a terra.

(le foto sono di Simone DC)

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