Alberto Forchielli

14 giugno 2013 · Alessio Sartore

L'unico modo per salvare l'arrosto è fare un buco sul fondo della pentola. Intervista ad Alberto Forchielli

Oggi siamo a 100 interviste. Ma oggi leggiamo una storia diversa dalle altre. Siamo partiti solo tre mesi fa con Uncò Mag e abbiamo scoperto cento storie di giovani di varia formazione che spesso si mettono a fare non ciò per cui hanno studiato ma ciò che amano. Si inventano un lavoro e ci campano. Alberto Forchielli è - tra le altre cose - un imprenditore italiano classe 1955 che una settimana fa ha pubblicato un articolo sul Sole 24 Ore dal titolo "Un'agenzia per i giovani all'estero". L'abbiamo trovato interessantissimo. L'idea è quella di creare delle agenzie di collocamento in tutto il mondo per i giovani italiani che vogliono lavorare all'estero perché qui lavoro non ce n'é, altro che inventarsene uno. Per capire meglio che cosa intende, l'abbiamo intervistato.

Alberto, ce lo spieghi meglio?

Non una agenzia, ma tante agenzie. E che partano dal basso, dai giovani che sono già all'estero. Tutto via web, semplice, veloce. Occorre partire dal mercato, capire che cosa chiede e poi creare questa attività per i giovani e seguirli.

Che ruolo hanno le istituzioni in tutto questo?

Niente istituzioni. Tutto privato.

Vivi prevalentemente all'estero, che immagine hai dei giovani italiani che emigrano?

Un giovane del Sud non ha paura. Uno del Nord fa più fatica. Al Sud ci sono sempre stati canali informali all'estero di vecchie generazioni di emigranti che oggi sono degli appigli per i giovani che partono. C'è sempre stata l'abitudine all'emigrazione. Al Nord ci sono zone con questa storia, ma anche molte senza quindi i giovani non hanno esempi o contatti parentali e sono più resistenti alla partenza. Al Sud la capacità di soffrire è endemica. Uno di Ostuni in due minuti è già in Germania.

Cosa deve fare un giovane oggi che non trova lavoro in Italia?

Partire. Perché qui il lavoro ripartirà quando io non ci sarò più. Si parla sempre di cervelli in fuga, ma ci sono un sacco di ragazzi normali che non trovano lavoro in Italia e fanno i camerieri all'estero. E la comune caratteristica è la volontà di non tornare. L'occupazione ripartirà fra molto tempo. Serve creare uffici di collocamento italiani privati in tutte le città del mondo, capire il mercato e portare lì giovani che hanno competenze in quel settore. Solo in questo modo i giovani troveranno lavoro e potranno costruirsi una vita. Per salvare l'arrosto occorre fare un buco sul fondo della pentola. Partire dal basso, dagli stessi giovani, perché le istituzioni non alzeranno il coperchio.

(Alberto Forchielli su Wikipedia, sul suo sito, su Facebook. Le foto sono state prese dal suo sito)

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