Tiziana Cucaro

4 marzo 2013 · Isabella Sacchetti

Dopo aver creato una linea di “mostruosi” pupazzetti in feltro, sta finalmente realizzando il suo sogno di diventare giornalista. Abbiamo intervistato Tiziana Cucaro

Tiziana, tu sei una giornalista televisiva. Quando l’hai deciso?

Aspirante giornalista...manca ancora un po' prima di entrare a far parte a pieno titolo dell'Ordine!

Il tutto è avvenuto un po’ per caso. Di ritorno da Manchester ho sentito il bisogno di impegnare il mio tempo in modo costruttivo e mi sono iscritta ad un corso di avviamento alla professione giornalistica, organizzato dalla Regione Molise, proprio nella mia città, Campobasso.

Mi sono confrontata con giornalisti di professione, ho messo alla prova la mia penna accostandomi alla cronaca, passando per la politica e il reportage… ed è scattata la passione! Poi, il caso ha voluto che mi giungesse voce dell’apertura di una nuova emittente locale, MoliseTV, e ai segni del destino bisogna sempre rispondere! Ho partecipato alle selezioni, affrontato colloqui (è importantissimo guardare negli occhi colui che potrebbe diventare il vostro capo!), mostrando la mia determinazione e sono entrata a far parte della redazione. Una bella vittoria, ma resta solo un punto di partenza.

Quindi all’inizio avevi pensato alla carta stampata e al web. Com’è stato l’impatto con la telecamera?

Adoro scrivere e ho sempre pensato che la carta stampata o il giornalismo online potessero rappresentare il giusto compromesso tra sintesi e libertà stilistica, la televisione invece impone tempi ridottissimi ed una chiarezza estrema, banditi gli artifici retorici e i fronzoli letterari, il tutto in nome della rapidità e della semplicità del contenuto. In sostanza è dura, per un’amante della narrativa e della parola, condensare in poche battute gli accadimenti quotidiani. In compenso vi è l’immagine e, a tal proposito, voglio ricordare il ruolo fondamentale giocato dall’operatore, figura essenziale del giornalismo televisivo. Catturare con la telecamera un’espressione, una dichiarazione, un momento è alla base di un buon servizio giornalistico. Si tratta di un lavoro di squadra! L’impatto con la telecamera è stato “strano”, si ha la sensazione di parlare da soli, ma in realtà si è consapevoli di entrare nelle case delle persone e questa cosa è motivante, una bella scarica di adrenalina ogni volta che parte la sigla del tg.

E prima del corso in giornalismo?

Dopo la laurea in Lettere e Filosofia ho pensato che una virata verso il mondo pratico della comunicazione avrebbe di sicuro arricchito il mio background letterario, così ho seguito un Master in Congress Management e Marketing degli eventi a Londra, una città capace di farti sentire realmente parte del mondo, così cosmopolita, stimolante, rapida! Mi sono interfacciata con professionisti del settore, con il mondo associativo internazionale tra cui MPI, da cui ho tratto lo stimolo giusto per tornare in Italia e approfondire il ruolo di meeting planner con un tirocinio alla Motivation M.i.c.e. di Roma. Il richiamo anglosassone è stato più forte e così, spinta dalla congiuntura economica non favorevole, ho deciso di ripartire per alcuni mesi, a Manchester appunto, sostenuta da una borsa di studio del progetto post-lauream “Leonardo da Vinci”, lavorando al Cooperative College.

Hai provato anche con l’artigianato. Cosa ci dici di queste due esperienze lavorative così diverse?

Sì. Tra un viaggio e l’altro mi sono dedicata anche alla creazione di un brand, i Feltrilli, dei pupazzi di feltro dalle espressioni improbabili, completamente realizzati a mano, con cui per un breve periodo della mia esistenza ho pensato di voler conquistare il mondo! Ma il lavoro dell’artigiano è davvero duro, fisicamente ed economicamente. Ho pensato molte volte di aprire un’attività in proprio, spaziando dalla sala da tè in perfetto stile british (residui londinesi), al laboratorio artistico, ma secondo me l’imprenditoria giovanile è ancora poco tutelata. Il lavoro che faccio ora mi piace, non è possibile confrontare due mondi tanto diversi, sono esperienze di vita alla pari gratificanti.

E adesso, che fine hanno fatto i Feltrilli?

I Feltrilli al momento sono chiusi in una scatola e reclamano attenzioni... li ho un po' trascurati perchè questo lavoro non mi lascia molto tempo libero (i miei amici ne sanno qualcosa!), ma ho un progetto nel cassetto che li vedrà protagonisti. È solo questione di tempo!

Non hai ancora raggiunto i trent’anni, eppure ti sei già occupata di tante cose. Ma qual è il tuo sogno nel cassetto? Coincide con quello che stai facendo adesso?

Bella domanda! In realtà, la crisi economica di questi ultimi anni ha determinato, più di qualsiasi altra volontà, il mio itinerante percorso professionale. Purtroppo o per fortuna non riesco a stare immobile per molto tempo. Diciamo che sono in perfetta sintonia con la parola più gettonata del periodo, relativamente al mondo dei giovani e del lavoro, “mobilità”. Il sogno nel cassetto? Diventare un’autorevole giornalista!

Qual è la più grande soddisfazione che questo lavoro ti ha dato finora?

La più grande soddisfazione è stata certamente ottenere la conduzione di “Salute e Sapori”, un programma serale di MoliseTV, dedicato alla medicina e all’alimentazione. Relazionarmi, in diretta, con medici, specialisti, tecnici sanitari è stimolante e molto interessante!

Dunque, hai cominciato la tua carriera con una tv locale proprio nella tua città. Dove pensi o speri di arrivare?

Ho ancora tanto da imparare, cerco di assorbire più che posso ogni informazione e di migliorare quotidianamente. La curiosità è uno degli elementi che contraddistinguono la mia personalità, così come il fil rouge del mio percorso formativo è senz’altro la comunicazione. Il giornalismo per questo aspetto rappresenta un terreno fertile! Il motore di ogni mia esperienza professionale, passata e presente, è la voglia di confrontarmi con gli altri, fare networking, che a mio parere è la base per quanti operano nel settore della comunicazione, verbale o scritta che sia. Tra qualche anno spero di arrivare a SKY, ma non disdegno nemmeno “mamma RAI”! (è lecito sognare, no?)

Quale consiglio ti senti di dare a un giovane che vorrebbe fare il tuo mestiere?

Anche io sono alla continua ricerca di consigli, quindi posso solo dire che la determinazione è di sicuro un’arma vincente per affrontare il mondo del lavoro, insieme all’umiltà e alla curiosità!

Un’ultima domanda di rito. Sei felice?

Temevo questa domanda! Qualche anno fa la ponevo sempre alle persone per me importanti e molto più razionali di quanto sia io, sperando di sentire un sonoro “Si, sono felice!”, che invece tardava ad arrivare! Oggi anche io trovo qualche difficoltà nel rispondere. Aggiro l’ostacolo, dicendo: “Ci sono dei momenti in cui mi sento davvero felice”, va bene lo stesso? ;)

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