Massimiliano Colangelo / Pianeta Verde
8 ottobre 2013 · Elisa di Battista
Lascia il posto fisso per costruire giocattoli ai suoi figli. Oggi è il suo lavoro. Intervista a Massimiliano Colangelo di Pianeta Verde
Massimiliano, per lavoro, costruisce giocattoli. Li realizza in legno, grandi come scenografie, oppure più simili a veri e propri marchingegni, o ancora, piccoli come i giochi in scatola tradizionali. Nel 2006 ha lasciato un lavoro a tempo indeterminato da macchinista e scenografo teatrale per motivi familiari, iniziando a realizzare giocattoli con l’obiettivo di passare più tempo con la famiglia e i suoi tre figli. Ha avviato in provincia di Parma l’associazione Pianeta Verde, dedicandosi a tempo pieno alla sua passione e trasformando in nuovo lavoro la sua attitudine verso l’artigianato artistico. Ora Pianeta Verde è composta da lui, dalla moglie Luana e da altri collaboratori. Insieme portano in giro i giochi tra fiere, mercatini, festival o allestendoli per asili e biblioteche su richiesta.
Massimiliano, come nasce la tua passione per il mondo dei giochi?
È una passione strettamente legata a quella che ho per la scenografia. Quando una piazza è piena di giochi, ad esempio, è come una scenografia in cui le persone che partecipano e giocano sono gli attori che animano le strutture e i marchingegni. Prima facevo il macchinista teatrale, ho iniziato a costruire giochi quando sono rimasto a casa dal lavoro per un anno, per motivi di famiglia. Così ho cominiciato a inventare e costruire macchine-gioco per far divertire le persone e i bambini, anche affetti da disabilità motoria.
In che modo hai avviato Pianeta Verde?
Mia moglie era appena tornata dalla Francia, dove era stata per un festival con la sua compagnia teatrale. Lì aveva visto una piazza piena di giochi e, entusiasta, mi propose di realizzarne una. Allora con un amico lo abbiamo fatto davvero, iniziando prima a modificare a nostro piacimento i giochi più tradizionali e poi dando vita a Pianeta Verde, progetto nato dalla volontà di dedicare più tempo ai figli e alla famiglia. Il progetto è diventato piuttosto complesso e si è trasformato in vero e proprio lavoro che svolgo insieme ad alcuni collaboratori.
In cosa consiste precisamente?
Vogliamo divulgare il gioco creativo realizzando giochi in legno - e all'occorrenza plexiglas, specchi e altri materiali secondari - e oggetti che siano anche belli. Li portiamo nelle piazze, ai festival, agli eventi, oppure ce li richiedono asili, biblioteche e spazi ricreativi per bambini. Spesso penso anche a progetti per la disabilità, o a oggetti più legati all'arredamento d'interni e ai parchi, con strutture in parte plastificate.
Come hai imparato a costruire questi giochi, che sono anche davvero enormi in alcuni casi?
È stata una diretta conseguenza del mio lavoro di tecnico scenografo. Solo che le persone con queste scenografie ci giocano e non si limitano ad osservarle. Ora costruisco marchingegni sia per la mia famiglia che per gli altri, vendendo anche online e proponendomi col passaparola.
Quanto tempo ci vuole a costruire un gioco?
Tanto. Ci sono giochi che ho realizzato lavorando per 10 giorno, 12 ore al giorno, ma in generale non è possibile quantificare.
Ci spieghi l’iter di realizzazione?
Si parte da un’idea, si disegna un bozzetto e si costruiscono due modellini o prototipi per testarne gli errori e le debolezze, fino ad arrivare all’esecuzione finale. Per questo non è possibile definire a priori un tempo per ogni gioco, però di sicuro ce ne vuole molto.
Pianeta Verde ha anche una finalità etica ed ecologica. In cosa si manifesta?
Utilizziamo prevalentemente legno e materiali naturali, tra cui vernici e colori.
E come promuovi il tuo lavoro?
Con il web, anche se non sono ancora bravissimo. Gran parte del lavoro viene dal passaparola e da contatti casuali. Non abbiamo un vero catalogo, anche se sul sito ci sono alcuni dei giochi che abbiamo realizzato e che possiamo riproporre. Però i nostri prodotti sono praticamente tutti pezzi unici, non esiste un vero mercato, e cerchiamo sempre nuovi progetti e giochi da inventare e creare.
In Italia siete gli unici o altri fanno il vostro stesso mestiere?
C’è qualcuno che realizza allestimenti ludici con ferro e macchinari, ma sono in pochi, e chiaramente ognuno ha le proprie peculiarità, essendo un mestiere in cui ognuno “mette in gioco” la propria creatività e competenza artigianale.
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