Margherita Sciarretta

6 aprile 2014 · Isabella Sacchetti

Quando fai il lettore diventi quello che leggi. Intervista a Margherita Sciarretta

Margherita, che lavoro fai?

Sono una lettrice ad alta voce.

Quando è cominciato tutto?

Frequentavo il Circolo dei Lettori di Verona, e capitò di dover organizzare un evento, un reading. La presidente, Valeria Lo Forte, mi chiese se avevo voglia di leggere alcuni brani. Io, spaventatissima, risposi di si. Leggere ad alta voce una poesia, un brano, in dialogo con dei silenzi o della musica, è un gioco sottilissimo. Un gioco in cui si riscopre l’aspetto comunitario della lettura, il piacere di condividere un’emozione.

Prima che lavoro facevi?

Le scuole fatte sono state l’Istituto d’Arte Nani a Verona con indirizzo tessitura e l’Accademia di Belle Arti a Venezia con indirizzo decorazione. Finita l’Accademia ho lavorato presso alcune agenzie di grafica pubblicitaria.

E adesso che ruolo occupa la grafica nella tua vita?

Molto marginale!

Torniamo al presente, quindi. In cosa consiste il reading e come si diventa lettori?

La lettura ad alta voce, davanti ad un pubblico, assume per forza una connotazione teatrale, una sfida con un pubblico da incantare. La gestualità è contenuta nella forza della voce, e nella musica che talvolta l’accompagna. Per leggere serve un leggio, il copione (pieno di annotazioni, indicazioni, quasi a memoria) e una smisurata passione nel voler condividere un viaggio, un’emozione, un trasporto. Tu, lettore, diventi ciò che leggi. Vedi ciò che leggi. Lo immagini e lo fai immaginare. Mi sembra doveroso citare il Manifesto del Reading che spiega l’essenza del reading.

Per diventare lettori una bella voce può essere un punto di partenza, ma non basta: bisogna impegnarsi, studiare, prepararsi. Ho avuto come maestro Franco Bignotto del Centro Italiano Musica e Isabella Caserta del Teatro Scientifico. Ho seguito workshop dedicati alla voce, al corpo della voce, alla lettura di poesia al microfono e attualmente lavoro con la Compagnia di Ilse di Gloriana Ferlini.

Come lavori? Organizzi tu gli eventi e selezioni i testi?

Sono impegnata personalmente nella realizzazione di reading e nella ricerca di testi, soggetti, connessioni e temi. Parallelamente sono richiesta come ospite da chi organizza eventi li, come la presentazione di un libro o l’incontro con un autore. Le due dimensioni sono diverse l’una dall’altra: da un lato carta bianca e fantasia, dall’altro la lettura su commissione, dentro rigide griglie.

A chi si rivolgono i tuoi spettacoli?

Cesare Pavese: “leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un sugello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra, che già viviamo, e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi”.

Un consiglio ai giovani che vogliono realizzare il proprio sogno?

Trovare ciò che ti rende unico e dargli voce.

Sei felice?

Quando leggo sì, molto.

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