Ludovica Andrina / Le Barababac

9 settembre 2013 · Elisa di Battista

Tasti, lancette e ingranaggi si trasformano in accessori e gioielli grazie alla magia di Le Barababac. Intervista a Ludovica Andrina

Ad affascinarla sono i tic-tac delle lancette dei vecchi orologi, ma anche dei tasti delle antiche macchine da scrivere che non si usano più. Ticchettii che lei, Ludovica Andrina, 31enne della provincia di Torino ed ex commessa, fa rivivere nelle sua creazioni. Le Barababac è la sua attività artigiana in cui immagina e crea bijoux originali, dalle collane agli anelli, dagli orecchini ai bracciali, in cui si avverte forte il tempo che scorre e in cui gli oggetti usati prendono nuova vita. Accanto a ingranaggi, quadranti e tasti, anche bottoni vintage, stoffe indiane, macramè, per accessori creativi.

Ludovica, come hai avviato Le Barababac?

La creatività e l’arte sono da sempre parte di me, ma per pagarmi gli studi in Storia dell’Arte ho sempre lavorato come commessa. Poi la parte creativa ha prevalso e ho trasformato la creazione di gioielli e accessori da passatempo a vero e proprio lavoro partendo da orologi e altri oggetti e componenti antichi.

Cosa ti affascina degli orologi, degli ingranaggi e dei tasti di vecchie Olivetti che adoperi?

Mi ha sempre intrigato lo scorrere del tempo, sin da bambina frequento i mercatini dell’antiquariato e ho sempre guardato con interesse gli oggetti antichi, ricoperti dalla patina del tempo, pensando a quante mani li hanno toccati: riprendere un pezzo, un componente, e ridonargli vita trasformandolo in un altro oggetto è un po’ riconoscere il karma di quel pezzo.

Nel concreto come hai trasformato un’attività hobbistica in mestiere?

Innanzitutto ho aperto la partita Iva, inserita nella sezione degli artigiani, e ho iniziato a partecipare a mercatini, eventi e fiere. La prima fiera importante a cui ho partecipato è stata Artò a Torino nel novembre del 2012 e in questi eventi ho conosciuto artigiani, designer, giovani creativi con cui ci teniamo in contatto e ci diamo consigli.

Come procuri componenti e pezzi da riutilizzare?

La ricerca è diventata una “scelta di vita”, nel senso che ovunque io vada tengo gli occhi aperti: dai mercatini agli antiquari, attraverso ricerche mirate, ma anche mentre passeggio per una città o se vado fuori per un weekend. Ogni momento diventa occasione di ricerca per trovare pezzi adatti da riutilizzare per nuove creazioni.

Si tratta di pezzi unici quindi?

Sì, tutti. È possibile riprodurre l’idea ma nessun pezzo può essere identico a un altro. Pensiamo ad esempio ai singoli tasti delle macchine da scrivere: nessuno ha la stessa usura di un altro. Le mie collezioni hanno però continuità grazie allo stile e ai materiali con cui li assemblo: argento 925, argento rodiato e placcato oro 21 carati. Per i punti luce delle mie creazioni, invece, uso cristallo, pietre, swarovski. In questo modo aggiungo il valore del presente a un pezzo che appartiene al passato.

Come e dove si svolge il tuo lavoro?

Ho una bottega con showroom a Romano Canavese, in provincia di Torino. È un laboratorio molto caratteristico, in una casa del ‘700, e lo showroom è ricavato nella vecchia stalla. Utilizzo strumenti vari, dalle pinze al trapano alla lima, facendomi guidare dalla creatività e ispirare dalle riviste di moda, sviluppando idee e peculiarità uniche per ogni pezzo che lavoro.

È la tua attività principale, questa?

Sì, l'ho avviata a luglio 2012, ed oggi è la mia principale attività. Per portarla avanti al meglio non basterebbero le 24 ore di un giorno: tra ricerca dei pezzi, lavorazione, promozione, uso del web e partecipazione ad eventi, una persona non basta, ma al momento non posso permettermi di avere del personale.

A livello di promozione come ti stai muovendo?

Oltre alla promozione sul campo e al passaparola, uso Facebook e Instagram per pubblicare foto di ciò che realizzo. Poi ho fatto un restyling del mio sito dotandolo anche di un e-shop per vendere direttamente online.

Ho visto che su Facebook ci sono foto della cantautrice Chiara Canzian con addosso i tuoi gioielli!

Sì, ci siamo conosciute al FashionCamp di Milano ed è stato colpo di fulmine. Ha apprezzato le mie creazioni e a me il modo in cui le indossava.

A livello di bilancio com’è andato questo primo anno?

Per ora si può parlare di bilancio di cuore, di creatività e di investimento per il futuro.

Le Barababac è stato selezionato per partecipare sia al Macef che al White di Milano a settembre, dove presenterò la collezione del prossimo inverno e della primavera/estate 2014.

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