Hoola Baloon
26 giugno 2013 · Isabella Sacchetti
Reinventare l'economia con il crowfunding. Intervista ai ragazzi di Hoola Balloon.
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Hoola Baloon è composto da: Giuseppe Galante, videomaker; Giorgio Passalacqua, graphic designer; Maurizio Tiberto, creative copy
Che cos’è Hoola Baloon?
Hoola Baloon è un'agenzia di comunicazione specializzata nel lancio di campagne di crowdfunding. Il crowdfunding (finanziamento di massa) è il metodo che il web offre per sovvenzionare un progetto, l'idea fissa che non ci lascia dormire, tutto ciò che per essere realizzato necessita di passione, partecipazione e denaro. Si tratta di rendere pubblica la propria idea, coinvolgendo amici, parenti e tutti coloro che si sentono chiamati in causa, per poi insieme raggiungere l'obbiettivo definito. Come recita il nome di una rispettosissima piattaforma italiana, il crowdfunding nasce come “produzione dal basso”, anche se spesso sono grandi marche e brand importanti a utilizzarlo come puro metodo di promozione, con capitali di investimento importanti.
Il nome viene dall’assonanza delle parole hulabaloo e balloon che significano, rispettivamente, gran confusione e mongolfiera. L’intenzione comunicativa è quella di far urlare la propria idea e poi farle prendere quota?
Si, il nostro nome è una composizione che nasce dall’assonanza semantica tra hulabaloo, un antico urlo di guerra indiano e il cui significato corrente è sollevare rumore intorno a qualcosa, e balloon, una enorme palla che si alza al cielo e vola per essere più leggera dell'aria, su cui poi è caduta la scelta del nostro logo. Ci piace l'idea che dopo aver trovato i propri sostenitori, si voli insieme in alto perché il panorama, se condiviso, splende ancora di piú.
Chi pilota questa mongolfiera?
Far decollare una campagna di crowdfunding non é affatto semplice come può sembrare. Spesso passano a trovarci clienti che hanno sperimentato il sistema, attirati dai numeri che vengono pubblicizzati dalle piattaforme, perché non sono riusciti ad alzarsi di un palmo da terra. Il nostro equipaggio è formato da tre ragazzi specializzati nei diversi aspetti che una campagna di crowdfunding comporta: Maurizio si occupa di tracciare sulla mappa le strategie di comunicazione, Giuseppe trasforma le parole in immagini in movimento e le rende virali; Giorgio è lo stilista grafico e web designer dell'agenzia. Noi siamo l'equipaggio, a decidere dove dirigere la mongolfiera ci pensa il cliente.
Quando è cominciato tutto?
Abbiamo incominciato a Ottobre dello scorso anno. Maurizio ha avuto l'idea, non esisteva ancora in Spagna e in Italia un'agenzia che si occupasse di intermediare tra le moltissime piattaforme di crowdfunding e i potenziali clienti. Cosí ha riunito alcuni dei suoi vecchi collaboratori e tutti insieme abbiamo reso possibile la sua realizzazione. Abbiamo fin da subito cavalcato l'onda del successo del crowdfunding in Spagna ed implementato un metodo fondato sull'organizzazione del crowd e la creazione di gruppi di lavoro autogestiti.
Non é stato semplice all'inizio: abbiamo dovuto creare un servizio e dunque una metodologia di lavoro che ancora non esistevano nel dettaglio, ma alla fine in poco tempo abbiamo raggiunto un buon bacino di appassionati al tema. Diciamo che il crowdfunding è contagioso.
Siete italiani ma vivete tutti a Barcellona. Cosa vi ha portato lì?
Veniamo da cittá differenti e con panorami diversi alle spalle. Ognuno ha trovato la spinta a partire in ciò che per lo più gli stava stretto: la propria città, il proprio lavoro, la cultura politica del territorio, la fidanzata... chiamiamo questo fenomeno “abituazione”: l'oggetto esposto per troppo tempo alla vista scompare allo sguardo, solo che in questo caso sono stati i soggetti a svanire per poi trovarsi sull'altra sponda del Mediterraneo.
Quali sono i criteri di selezione dei progetti?
Bella domanda! Hoola Baloon è un'agenzia etica, il che significa che non tutti i progetti possono collaborare con noi, ma solo coloro che possiedono al loro interno due componenti “morali” essenziali :
1. I benefici devono essere collettivi. L'obbiettivo delle nostre campagne è creare un profitto condiviso tra i partecipanti, un gruppo o una comunità di persone.
2. Il potenziale del progetto deve esprimersi con entusiasmo e passione intorno ad un'idea e non essere una pura e semplice promozione commerciale.
Come si fa a distinguere una buona intuizione destinata a restare tale da un’idea che invece potrebbe concretizzarsi?
Una buona idea è dal principio coinvolgente e spinge all'azione. Esiste un baratro conosciuto tra il dire e il fare, dove stagnano i buoni propositi e le promesse di felicità a basso costo. La resistenza maggiore è quella di attrito statico, insegnano i fisici, l'importante è cioè muovere il primo passo: se un'idea nasce con slancio e conduce facilmente alla sua realizzazione è una buona idea, se dispone il soggetto alla sola ammirazione, allora preferiamo chiamarla utopia.
E per quanto riguarda l’aspetto pratico di realizzazione? Chi decide tempi e costi?
Ogni progetto è un mondo a sé, va trattato, analizzato e messo in moto come una macchina mai esistita prima perché le persone che lo compongono hanno storie, attitudini e sogni differenti. Prima di essere pubblicato, un progetto ha bisogno di raggiungere determinati target di pubblico e visibilità online, essersi posizionato in modo chiaro e coerente ed essere riuscito ad attirare sul web la curiosità di una community. Ciò detto, risulta difficile determinare a priori una tempistica, e alcuni progetti, prima di arrivare alla pubblicazione, possono aver bisogno di un anno di “cottura”. Prima di accettare un progetto ne analizziamo la viabilità e preventiviamo la serie di servizi necessari per raggiungere l'obbiettivo. Sarà il cliente a scegliere il piano più idoneo alle sue potenzialità economiche di partenza.
Ci sono dei territori che preferite esplorare?
I nostri servizi sono world wide e non conoscono barriere nazionali, se non quelle linguistiche. Giorgio si sta armando per parlare il cinese, ma fino ad ora le comunicazioni sono state ufficialmente in inglese, spagnolo ed italiano perché ognuno di noi ha maturato esperienze di lavoro in questi territori. In ogni caso, il crowdfunding è una campagna web e la rete ha il dono di rendere un messaggio globale e trascendere con facilità i propri limiti nazionali, linguistici, culturali e di pensiero. C`è da sottolineare che non esiste attualmente una legge a livello europeo che regolamenti il crowdfunding e spesso mancano leggi ad hoc anche a livello nazionale, come in Spagna, per esempio. E’ importante, dunque, che l'analisi del progetto conti di uno studio dei limiti e delle potenzialità imposte dalla giurisdizione del posto nel quale si realizza il progetto.
Con il vostro primo contest “Let’s your project fly” avete selezionato 10 progetti da promuovere. Come sta andando?
Attualmente sono stati lanciati solo 3 dei progetti che hanno partecipato al nostro primo concorso “Let's your project fly” perché un progetto prima di affrontare una campagna di crowdfunding ha bisogno di essere all'altezza dell'obbiettivo che vuole raggiungere. Per esempio il crowd (il gruppo di seguitori), che partecipa e si sente coinvolto nel progetto, deve essere ben informato e raggiungere un numero tale da poter assicurare un buon inizio di campagna. La nostra sfida è stata quella di scegliere 10 progetti con un grande potenziale, ma tanto lavoro da fare. In molti casi non esisteva che la sola idea, e abbiamo lavorato come agenzia di branding nella creazione da zero del posizionamento, del logotipo, dell'identitá corporativa e nella sua diffusione sui social network. Volevamo mettere alla prova sin dal principio le nostre potenzialità, e solo ora possiamo dire con certezza che il metodo funziona. Spesso può accadere, come al nostro primo progetto lanciato, di non arrivare al target, ma di riuscire comunque a firmare un contratto di lavoro e collaborazione.
Avete altri programmi in mente?
Abbiamo appena lanciato il primo “Crowdfunding music contest” d'Europa. Verranno selezionati quei progetti musicali che possono vantare un certo seguito e tanta passione. E’ solo un primo passo verso quello che sará il primo Crowdfunding Music Festival, un festival dedicato a tutte quelle band che avranno raggiunto il loro target durante la campagna e che vorranno festeggiare con i loro fan l'evento.
Visto che vi occupate proprio di aiutare le persone a realizzare le proprie idee, qual è il consiglio che vi sentite di dare a chi vorrebbe lanciare il proprio progetto?
L'unico rischio di chi vuole avventurarsi a realizzare un progetto con il crowdfunding è quello di perdere tempo. Purtroppo la percentuale dei progetti che riescono ad arrivare al target sono solo una piccolissima parte e il detto “tentar non nuoce” non è efficace. Una campagna di crowdfunding ha bisogno di molta energia e tempo di impiego per funzionare, tentare può significare perdere energia, tempo, sforzo, entusiasmo. Nel crowdfunding vincere è importante quanto partecipare.
Creare un gruppo di lavoro è certamente fondamentale. Se nel gruppo vi sono persone motivate e competenti, la possibilitá di raggiungere un qualche risultato aumenta.
Siete felici?
Il mare e l'atmosfera di Barcellona stimolano la serotonina, ma il vero entusiasmo lo riceviamo dalle persone che ci presentano i loro progetti e ci coinvolgono nel loro mondo, mostrandoci luoghi inesplorati della passione umana. Si sta creando una attitudine viva nel reinventare l'economia, a partire dai rapporti sociali che la costituiscono. La felicità e l'entusiasmo sono per noi un mezzo e non il fine delle nostre azioni, esattamente come avviene quando affrontiamo i nostri viaggi: la felicità non coincide, come nella terra promessa, con la meta raggiunta, ma nel cammino e nella gioia della sua ricerca. E noi siamo in cammino.
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