Gloria Marigo
5 maggio 2014 · Irene D'Agati
Fotografa analogica in un mondo digitale cerca la bellezza ed è affascinata dalla nostalgia. Intervista a Gloria Marigo
Gloria Marigo lavora nella comunicazione e scatta perlopiù in analogico, soprattutto istantanee. In controtendenza rispetto al dilagare di immagini condivise sui social network in cui bastano un paio di clic per scattare una foto. Quindi in barba alle app dedicate alla fotografia digitale, Gloria ha deciso che la sua cifra distintiva è la ricerca della bellezza, quella fulminea ma effimera, che devi catturare in un attimo prima che svanisca.
Gloria qual è il tuo lavoro?
Mi occupo di comunicazione, lavoro nel campo della grafica e sono fotografa.
So che scatti molto in analogico e con la Polaroid, perché?
Perché trovo che la Polaroid, l’Instax, ma in generale la pellicola, si sposi benissimo con il mio stile. Se potessi, scatterei sempre e solo così.
C’entrano la nostalgia o il ritorno al passato che oggi è molto in voga?
Io credo di essere una persona molto nostalgica, per cui sì, può esserci una connessione con questa cosa. Il fatto di ottenere fotografie che potrebbero benissimo ricordare vecchie cartoline mi piace molto.
Tra analogico e digitale che cosa preferisci?
Dico assolutamente analogico.
I soggetti e le modelle da te fotografati si sentono in qualche modo influenzati dall’uso dell’analogico sul set?
Influenzati no, direi più straniti e incuriositi. La gran parte dei modelli con cui ho lavorato non appena mi vedevano con la mia usa e getta pronta, mi guardavano un po' strano. Inizialmente mi avranno preso per una pazza, ma poi dandogli qualche spiegazione in più sul perché scatto così, non hanno avuto problemi a posare o altro, anzi, sto riscontrando che le instantanee piacciono tanto.
Che cosa fotografi di più, quando non lavori su commissione, e perché?
Adoro fotografare i fiori, qualsiasi tipo di fiore e ovunque li trovi. Non so dirti come mai, mi piacciono e ogni scusa è buona per fotografarli.
Che cosa cerchi di trasmettere con le tue fotografie?
La bellezza. La mia bellezza nascosta. Le mie foto sono la Gloria che mi piacerebbe essere.
C’è un fotografo in particolare che ti ha ispirato nei tuoi lavori?
Il primissimo in assoluto direi senza dubbio che è stato Tim Walker.
Progetti per il futuro?
A parte il non pensare al futuro, mi piacerebbe moltissimo riuscire ad organizzare una mia mostra personale. Sto ancora lavorando sul tema, ma non appena avrò definito tutti i dettagli, mi piacerebbe iniziare a lavorarci il prima possibile.
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