Anna Pozzan / Tulimami

20 maggio 2015

La sua missione è concretizzare le idee. Intervista ad Anna Pozzan di Tulimami. Entra in contatto con Anna

Parole: 400 | Tempo di Lettura: 2 minuti

Il gioco di parole da cui nasce Tulimami dice tutto di lei: il suo fiore preferito (tuli), l’idea di concretizzare le sue passioni (ami) e l’essere mamma (mami). Il suo amore per l’handmade è diventato col tempo un vero lavoro e, seguendo il motto “se lo puoi immaginare, lo puoi realizzare”, ecco che nel suo TuliLAB le idee prendono forma.

Anna, raccontaci di te e delle tue passioni. Mi chiamo Anna Pozzan, in arte Tulimami, ho 38 anni e vivo a Vicenza. Ho un marito sportivo, due bimbi ridolini, un cane e un gatto. Cresciuta a pane e pennelli, ho sempre dipinto, spaciugato con pongo o chiodi, scarabocchiato muri di nascosto. Diventata grande, l’handmade non è rimasto solo una grande passione ma è diventato il mio mestiere. Sono un’artigiana, e se non taglio il legno, lo dipingo, facendone bijoux, cake topper, decori per la casa. Se non cucio un pupazzo, recupero una credenza. Ho un blog in cui parlo del mio lavoro, di craft e DIY. Ascolto la radio, mangio gelati, leggo romanzi e invento favole.

Tra piattaforme di vendita online (Etsy, Dawanda, A Little Market, Miss Hobby, Buru Buru, etc) ed offline come mercatini e negozi: quali di questi canali utilizzi o hai utilizzato in passato e in che percentuale? Quali sono i pro ed i contro che hai riscontrato?

Tra quelli indicati, negli anni li ho provati tutti; al momento le mie percentuali sono queste: Mercatini: 3% Negozi: 2% Vendite online: 90% Vendite dirette in laboratorio: 5%

Con risultati in percentuali di vendita: Mercatini: 3% Negozi: 2% Vendite dirette in laboratorio: 5% Vendite online attraverso Etsy ed A Little Market: 5% Vendite online attraverso blog e social: 85%

I pro e i contro che ho riscontrato: Negozi. Pro: hai una vetrina “fisica” in altre città. Contro: devi vendere ad un prezzo più basso e produrre quantitativi maggiori. Alcuni negozianti lavorano solo in conto vendita e non lo trovo per niente conveniente.

Mercatini. Pro: ti fai conoscere e vedere da tanta gente interessata all’handmade. Contro: devi essere in grado di produrre un numero congruo di articoli per riempire il tuo banchetto. Alcuni mercatini, come quelli senza un progetto orientato specificamente al mondo craft/design, rischiano di essere un dispendio di energie e di non attirare il pubblico giusto, quello davvero interessato ai tuoi lavori.

Online. Contro: solo il servizio postale, che non ha prezzi concorrenziali e crea disservizi. Pro: tutto il resto. La possibilità di parlare direttamente col tuo target, di instaurare rapporti da persona a persona, di proporre articoli e servizi personalizzati e su misura. Bisogna curare molto blog e canali sociali, ma non lo metterei tra i contro: testa bassa e lavorare.

Torna alle storie

Chi compare in questa storia può chiedere di modificarla o toglierla. Contatti